Docking station: cos’è e a cosa serve

Docking station

Anche se restano una tecnologia ancora poco utilizzata, le docking station possono rivoluzionare il modo di rapportarsi alla tecnologia.

Questa tecnologia nasce come una periferica diversa da quelle che si è abituati a vedere.

La docking station si proponeva infatti di aumentare le funzioni disponibili sul computer portatile al quale essa è connessa al fine di conferirgli qualità per ora associato solo a computer fissi.

Se in passato la destinazione d’uso, di sviluppo e quindi di utilizzo, era proiettata verso i pc oggi questa tecnologia sta dimostrando di essere quantomai plastica e di potersi adattare anche ad una configurazione mobile avendo nello smartphone il suo nuovo interlocutore.

Se fino a non molti anni fa questo connubio appariva di più utopistiche visioni, oggi la connessione tra smartphone e docking station è possibile, si può sfruttare quindi ogni funzionalità del proprio dispositivo con l’attenuante assai gradita della totale assenza di fili e cavi utili alla connessione.

La relazione con la tecnologia per questo ne risulta migliorata, l’uso di una docking station è particolarmente intuitivo oltre che abbordabile sotto l’aspetto economico.

Come in ogni settore di mercato, quello relativo a questa tecnologia si stratifica comprendendo modelli di riferimento per la fascia bassa, media e alta ma in linea generale esistono modelli validi che combinano performance eccellenti ad un giusto prezzo.

Docking station come è fatta

Ad un primo contatto la docking station ricorda la forma e le sembianze di un caricabatteria, questi dispositivi offrono molte caratteristiche utili a semplificare la vita quotidiana.

La prima caratteristica risiede nella praticità d’utilizzo, le docking station possono essere utilizzate per ampliare il comparto del proprio pc relativo agli ingressi disponibili.

Eseguendo varie operazioni di copia e incolla da più periferiche si può essere bloccati da incompatibilità tra periferica dalla quale si vuole copiare un contenuto e ingresso del pc.

Attraverso l’utilizzo di una docking station si può risolvere questo problema in quanto questo strumento utilizza una porta d’ingresso del proprio pc mettendo a disposizione dell’utente molte tipologie di ingresso.

Un altro scopo per il quale si deve optare per l’utilizzo del proprio pc in combinazione con una docking station risiede nella capacità di memoria del pc stesso.

Molti sono i casi in cui non si ha spazio a sufficienza per memorizzare contenuti importanti.

Oltre ad offrire una compatibilità più ampia di ingressi questi strumenti danno la possibilità di aumentare la capacità di memoria del proprio processore fungendo da hard disk esterno.

Con un riferimento specifico a chi lavora quotidianamente nel settore di grafiche e video, le docking station offrono la possibilità di essere collegate a più schermi contemporaneamente.

Questo dettaglio è fondamentale per un team di collaboratori che in questo modo possono avere libero accesso al lavoro di ognuno.

In base al budget che ci si propone esistono molti articoli che montano ingressi con performance superiori come le porte USB 3.0 piuttosto che un numero di ingressi HDMI superiore o uno spazio di archiviazione basato su memorie più veloci come le DDR4.

Questi ultimi tre elementi rappresentano quindi le principali variabili sulle quali basare la propria scelta.

Un modello che soddisfi queste preferenze dovrebbe soddisfare le esigenze di un vasto pubblico di utenti.

coniglio nano, tutto quello che devi sapere

coniglio nano tutto quello che devi sapere

Il coniglio nano è un animale simpatico e tenerissimo, ma che richiede cure e affetto.

Ecco tutto quello che devi sapere sul coniglio nano prima di acquistarne o adottarne uno.

Coniglio nano: caratteristiche principali

I conigli nani vivono in media fra i 4 e i 10 anni.

Sono animali estremamente curiosi ed espansivi, anche se a volte di mostrano timidi.

Sono animali fisicamente piuttosto fragili, anche a causa delle loro dimensioni ridotte, per cui è bene trattarli con delicatezza.

I conigli nani sono animali erbivori e adorano sia la frutta che la verdura.

L’ideale però sarebbe acquistare prodotti confezionati appositamente per loro, in genere costituiti da sementi e fieno, per evitare di combinare alimenti poco digeribili.

Il fieno è alla base della dieta del coniglio, per cui è bene verificare che non vi siano famigliari allergici prima di adottarne uno.

I conigli nani amano esplorare e si trovano a loro agio sia al chiuso che negli spazi aperti.

E’ sempre consigliabile costruire un giaciglio per il coniglietto di casa oppure adattare una gabbietta con coperte ed imbottiture.

Attenzione però ad utilizzare materiali resistenti, anche per le ciotole: i conigli nani amano rosicchiare un po’ di tutto.

Razze di conigli nani

I conigli nani non sono tutti uguali.

In commercio se ne trovano diverse razze, ognuna co

n le proprie caratteristiche che le rendono uniche. I conigli nani olandesi, ad esempio, hanno il manto pezzato e possono arrivare a pesare fino a 2,5 kg. Si tratta di un peso abbastanza notevole per la specie, considerando anche che la razza detta coniglio nano colorato raramente supera il chilogrammo.

Il coniglio nano ariete si distingue dagli altri per le orecchie più lunghe e penzolanti, mentre quello soprannominato testa di leone ha il muso incorniciato da una folta criniera, che ricorda appunto il grande felino.

Al di là delle razze è importante ricordare che ogni coniglio è un individuo con la propria personalità e le proprie preferenze e gusti.

Prima di adottare un coniglio nano

I conigli nani sono piccoli, teneri e sembrano quasi dei peluche.

Sono però degli esseri viventi che richiedono cure e attenzione, come ogni animale domestico.

Prima di acquistarne uno è bene essere sicuri di avere il tempo, lo spazio e la disponibilità per accudirlo e regalargli una vita serena.

Anche la casa va, almeno in parte, riorganizzata per ospitare il nuovo piccolo membro della famiglia.

I conigli amano infatti rosicchiare ogni cosa, compresi i mobili in legno e i libri, se ne trovano alla loro altezza.

L’ideale sarebbe preparare un recinto abbastanza ampio o un’intero locale a prova di coniglio, dove l’animale possa avere libertà di movimento senza il pericolo di rovinare oggetti preziosi.

I conigli non amano viaggiare: per loro spostarsi in un’altra casa è una grande fonte di stress.

I conigli nani inoltre hanno un rapporto abbastanza conflittuale con i bambini: assolutamente non amano essere presi imbraccio nè tantomeno, ovviamente, vanno trattati come dei giocattoli.

Acquistare o adottare un coniglio nano è una decisione importante da prendere con tutta la famiglia e che impegna sul lungo periodo.

Ulteriori informazioni le puoi torvare sul sito www.myconiglietto.it a questo link

Addominoplastica per uomo

addominoplastica per uomo

Gli uomini tendono ad assistere ad un aumento del volume della sua vita specialmente dopo i 40 anni.

Lo stress, la mancanza di tempo per fare dello sport e alcune abitudini alimentari improprie possono essere fattori determinanti per lo sviluppo di questo problema.

Pertanto, oggi sono molti gli uomini che decidono di sottoporsi a un’operazione di addominoplastica, per migliorare l’immagine dell’addome e acquisire maggiore fiducia in se stessi.

Cosa è l’addominoplastica?

L’addominoplastica è una pratica chirurgica che viene eseguita per trattare la pelle del ventre, che, a causa di diversi motivi, è resa flaccida ed per operare sui muscoli indeboliti della parete addominale.

Per cui viene impiegata per migliorare l’aspetto generale del punto vita.

Quindi, se non sei soddisfatto dell’aspetto della tua vita, questo intervento ti aiuterà ad agire su questo, risolvendo il tuo malcontento.

Tuttavia, è molto importante sottolineare che non si tratta di un trattamento chirurgico volto a trattare situazioni di sovrappeso.

L’obiettivo principale dell’addominoplastica è, infatti, acquisire un addome piatto, una vita più stretta e scolpita.

Come si realizza l’addominoplastica

L’intervento all’addome dura dalle 2 e alle 4 ore e consiste in primo luogo nel restringimento della pelle dell’addome, allungandola e, in secondo luogo, nel trattamento dei muscoli obliqui dell’addome, rimodellando l’aspetto della vita.

Quindi vengono rimossi la pelle in eccesso e il grasso.

L’incisione viene realizzata nell’addome inferiore.

Le cicatrici sono spesso impercettibili e quando ci sono potrai facilmente nasconderle dagli abiti.

Solitamente l’operazione viene eseguita in anestesia locale o in anestesia generale, a seconda del parere del chirurgo e in accordo con la volontà del paziente stesso.

Dopo questo tipo di intervento, spesso ti sarà richiesto di rimanere in ospedale per una notte.

Se invece sei un paziente obeso o, dopo una dieta drastica ti ritrovi con una grande quantità di pelle cascante sul corpo, potresti aver bisogno di una diversa tipologia di operazione chiamata pannicolulectomia.

Possono sopravvenire complicazioni?

Tutte le operazioni hanno qualche rischio.

Tra i rischi principali possono esserci gonfiore, ecchimosi, accumulo di liquidi, sanguinamento, infezioni, cicatrici e intorpidimento o una alterazione della sensibilità nell’area.

In generale, però, questo tipo di intervento non determina complicazioni di rilievo.

Tuttavia, la guarigione è un processo lento e dovrai condurre una vita più tranquilla, con poche attività impegnative per diverse settimane.

Questa è comunque un intervento chirurgico importante, il cui post operatorio può presentare imprevisti.

Probabilmente dovrai indossare una cintura per una settimana, che ti aiuta il recupero.

Risultati dell’addominoplastica

In generale, i risultati di questo intervento sono assai più efficaci nel genere maschile rispetto ai risultati attesi per le donne, soprattutto per la presenza di muscoli nella zona.

Per cui negli uomini i risultati sono assai soddisfacenti e, dopo questa operazione, potrai vantarti di possedere gli addominali a tartaruga che desideri

Se il tuo fisico però è già in buona condizione e vuoi ottenere solamente la famosa tartaruga che nonostante gli esercizi non ti viene, puoi rivolgerti al chirurgo plastico per richiedergli il pacchetto chiamato six pack addominali, servizio che richiedono molti vip.

Come imparare a fare la verticale

Come imparare a fare la verticale

Fare la verticale è un gioco che da bambine in molte hanno fatto.

Ma come imparare?

Non è così difficile eseguire questo esercizio ma da grandi diventa forse più complesso.

Imparare a fare la verticale:

Step by Step

 

Ci sono diversi passaggi ed esercizi validi ad imparare a fare la verticale, si tratta di eseguirli in progressione abituandovi ad effettuarli con costanza prima di riuscire ad arrivare allo “step finale”.

È possibile riuscire ad effettuare una verticale su due mani senza incorrere in intoppi e andando a costruire questa capacità step by step come riportato poco sopra, ottimizzando il tempo necessario e senza troppi sforzi.

Step 1

Il primo passaggio o step prevede di appoggiare i talloni contro il muro oppure su una spalliera, tenendo il peso appoggiato unicamente sulle punte ed il tallone sollevato, le gambe andranno a distendersi completamente e l’addome risulterà incavato mentre lo sguardo sarà orientato verso i piedi, le mani distese e che vadano a formare una linea con il busto senza dividere la V che si è formata tra il busto e le gambe.

Step 2

Una volta che il livello uno lo avrete superato e vi sarete abituate ad effettuarlo senza eccessivi sforzi, potete passare al secondo step.

Questo secondo passaggio prevede di far diventare dinamico l’esercizio precedente, qualora ciò non dovesse avvenire, è opportuno fermarsi e fare un passo indietro tornando al primo livello.

L’esercizio parte come quello del primo step da qui, andrai a piegare le braccia allungando il corpo senza cedere sulla V che da la forma all’area busto-gambe e scendendo progressivamente a gomiti chiusi e sguardo rivolto verso i piedi, giungendo a sfiorare con la testa e tornando su.

Il tallone quando effettui questo secondo passaggio, e durante l’intera esecuzione dell’esercizio deve restare sollevato, le mani si distanziano ad una larghezza pari a quella delle spalle, le dita rimangono aperte ed il peso va distribuito sull’intera superficie della mano.

L’ addome in questa posizione dovrà essere incavato e spingere all’interno le viscere. Prosegui distendendo le braccia e facendo ritorno alla posizione di partenza, per poi ripetere l’esercizio.

Step 3

In questo terzo passaggio dovrai mettere le mani a tre spanne dal muro, portare poi le gambe contro la parete e distenderle appoggiando il collo del piede e rivolgendo lo sguardo verso il muro, da tale posizione facendo un lieve sforzo con il collo del piede contro la parete, vai a cercare la retroversione massima del bacino.

Si deve mantenere la spinta massima fin quando non si avverte che le spalle non resistono più, giunti a questo punto devi raccogliere le ginocchia al petto e scendere. Tale esercizio va ripetuto per 2 settimane.

Step 4

Sei giunto ad un livello che ti permette di fare la verticale, visto che gli esercizi preparatori ti hanno portato ad un livello di buona resistenza per poter stare in spinta sulle mani a testa in giù

In conclusione devi solo ricordare i passaggi importanti:

• spingere continuamente con le spalle

• avere le braccia distese

• rivolgere lo sguardo verso la parete

• effettuare una retroversione del bacino e addome in tenuta

• avere e mantenere le gambe distese e le punte che spingano verso il soffitto

alluce storto: cos’è e come curarlo

alluce storto

L’alluce storto, o valgo, è un disturbo da cui sono colpite specialmente le donne: sembra che possa interessare il 40 % delle donne italiane; non va sottovalutato perché, peggiorando, può causare dolore e infiammazione che arrivano ad interessare tutto il piede, e non solo.

Infatti, i piedi ci consentono di stare diritti e di tenere in perfetto allineamento la colonna vertebrale; un alluce valgo che procura dolore, crea un’andatura anomala, con conseguenze inevitabili e dannose sulla postura, sulle ossa del bacino e sulle gambe.

Questa patologia insorge, generalmente, tra i 40 e i 60 anni e, nelle forme giovanili, anche all’età di 20-25 anni.

Cos’è l’alluce valgo? I sintomi con cui si manifesta

L’alluce valgo è la causa di una deformità del piede, nella parte anteriore, dovuta alla deviazione dell’alluce in direzione delle altre dita; progressivamente, la base dell’alluce, all’altezza del primo metatarso, si sposta verso l’esterno, formando la cosiddetta “cipolla”, una deformazione che, spesso, è interessata dall’infiammazione della borsa mucosa che si trova alla base dell’alluce: la borsite.

L’infiammazione causa dolore e difficoltà, sia in una deambulazione corretta che nell’uso delle scarpe, per lo sfregamento inevitabile a cui la deformazione è sottoposta.

Con il passare del tempo, l’alluce devia sempre di più verso le altre dita del piede e questa situazione può causare una deformità anche nelle altre dita, come il dito a martello, e un dolore molto fastidioso, la metatarsalgia.

Cause

All’origine di questa patologia può esserci un problema causato dalla biomeccanica scorretta del piede, come, ad esempio, nel caso del piede cavo; questo problema, frequente nei bambini e negli adolescenti, si può diagnosticare valutando l’arcata plantare, attraverso l’impronta del piede, con un esame baropodometrico.

Inoltre, alcuni tipi di calzature, sollecitano il piede in modo tale da contribuire al peggioramento del problema. il piede che poggia per terra, senza scarpe, divide il carico del corpo per il 45% sulle dita e per il 55% sul tallone; con un tacco di 9 cm, sull’avampiede grava un carico dell’80% e sul tallone solo del 20%.

Questo spiega perché le scarpe con i tacchi alti contribuiscono ad aggravare l’alluce valgo.

Nell’insorgenza di questa patologia non sono escluse delle cause di natura ereditaria oppure la predisposizione genetica.

Come si effettua la diagnosi

Per poter individuare le cure o i trattamenti necessari, occorre farsi visitare da un ortopedico, il quale eseguirà un esame obiettivo del piede e chiederà di eseguire una radiografia con il carico sul piede, ovvero nella posizione eretta; in questo modo, è possibile definire il grado del valgismo e ricevere le indicazioni sulle cure del caso.

Come si cura

In alcuni casi, quando la patologia è in una fase iniziale, può essere consigliato l’utilizzo di un plantare, per evitare un peggioramento, oppure di un tutore in silicone, per cercare di mantenere l’alluce nella giusta posizione; tuttavia, correggere l’alluce valgo è possibile solo con una delle tecniche chirurgiche che, di volta in volta, vengono scelte in base alla gravità della deformità, all’età e alle condizioni generali del paziente o al fatto che siano interessate altre dita.

Rimedi naturali

Ci sono dei rimedi che consentono di alleviare il dolore dovuto all’alluce valgo; tra questi, può procurare sollievo un unguento o una crema a base di arnica, ricavata da una pianta officinale: riduce dolore e gonfiore, con il suo effetto antinfiammatorio, analgesico e decongestionante.

Con l’argilla verde, dalle note proprietà antiinfiammatorie, mescolandola con poca acqua, si crea un impacco da lasciar agire per 30 minuti: elimina il calore e rilascia ioni; l’olio di ricino, scaldato leggermente e applicato con una garza, stimola la circolazione del sangue, alleviando il dolore: il trattamento può essere ripetuto due-tre volte, quotidianamente.

Qui trovate tutte le  informazioni sull’alluce valgo

Nomi degli angeli: quali sono i pià conosciuti

nomi degli angeli

Quali sono i nomi angelici più conosciuti e meno noti?

Oggi presentiamo un elenco in ordine alfabetico di una serie di nomi di angeli.

Con la lettera A:

Adonai: uno degli elohim.

Amitiel: un angelo della verità.

Anael: l’angelo che influenza l’amore, la passione e la sessualità.

Araqiel: dalle due lettere AR di ariano questo è l’angelo che avrebbe dominio sulla terra.

Ariel: il cosiddetto “Leone di Dio”, un angelo di protezione.

Azriel: l’angelo della distruzione.

Con la lettera B

Baradiel: angelo deputato alla grandine.

Bath Kol: angelessa femminile deputata alla profezia divina.

Bethor: uno dei sette angeli che comanda la provincia del paradiso.

Con la lettera C

Cassiel: l’angelo del pianeta Saturno.

Chayyliel: angelo il cui nome indica un “esercito”.

Con la lettera D

Dalquiel: angelo principe del terzo cielo.

Domiel: angelo che tiene in custodia la sesta sala del settimo cielo.

Dumah: l’angelo deputato al silenzio.

Con la lettera E

Eae: angelo che tende ad ostacolare l’avanzata dei demoni.

Erathaol: uno dei sette grandi angeli arconti.

Eremiel: angelo che presiede l’Abisso e l’Ade secondo la tradizione pagana greca riveduta e corretta dal monoteismo.

Con le lettere G ed H

Gamaliele: l’angelo che afferra gli eletti in cielo.

Hadriel: angelo custode delle porte del vento orientale.

Hamon: un principe angelo che si trova in paradiso.

Harahel: quell’angelo che sovraintende alle biblioteche.

Con la lettera I ed L

Iaoel: un angelo del signore; che sovraintende alle visioni.

Leo: un angelo che ostacola i demoni.

Con le lettere J e K

Jaoel: un angelo custode che vive nel settimo cielo.

Jeduthun: angelo il cui nome assume significato di: “maestro di ululato”.

Kabshiel: un angelo di grazia.

Kakabel: l’angelo che governa stelle e costellazioni.

Kerubiel: angelo principe dei cherubini.

Con le lettere L ed M

Lahabiel: angelo che protegge le persone dagli spiriti maligni.

Laylah: angelo che controlla e protegge il parto.

Marmaroth: angelo che ostacola il destino.

Mitatron: angelo del terzo cielo.

Con le lettere N ed O

Nahaliel: angelo che gestisce i corsi d’acqua correnti.

Nanael: l’angelo che gestisce scienze e filosofia.

Orphamiel: angelo conosciuto come “il grande dito del Padre”.

Con le lettere P, Q ed R

Phaleg: uno dei sette angeli che dominano le province del cielo.

Purah: angelo dell’oblio.

Qaspiel: l’angelo che governa la luna.

Raguel: l’angelo che veglia sul comportamento degli angeli.

Rahab: l’angelo della morte, della distruzione, e del mare.

Remiel: è quell’angelo che porta le anime al giudizio.

Rikbiel: l’angelo che sovraintende al carro divino, è il padrone delle ruote.

Con le lettere S, T ed U

Sablo: angelo di grazia e protezione.

Seraphiel: capo angelo degli angeli serafini.

Sophia: angelo il cui nome assume il significato di “saggezza”.

Temperanza: l’angelo dell’elisir di vita.

Theliel: angelo principe d’amore.

Uzziel: angelo cherubino il cui nome assume il significante di “forza di Dio”.

Con le lettere X, Y e Z

Xathanael: il sesto angelo creato da Dio.

Yabbashael: un angelo della terra il cui nome assume il significante di “terraferma”.

Zaapiel: un angelo punitore delle anime malvagie.

Zachariel: l’angelo governatore del pianeta Giove.

Zagzagel: l’angelo principe della Torah e della saggezza.

Chi è una cougar?

cougar

Cougar è una definizione da poco entrata nel gergo popolare, ma in poco tempo si è anche diffusa tra i discorsi del quotidiano, vediamo di spiegare al meglio che tipo di donna è quella che decide di prendere questo ruolo.

 

Quanti anni ha e cosa piace a una cougar

 

L’età è molto importante da considerare perché determina proprio la tipologia di queste persone.

In pratica hanno gli anni che devono essere il doppio più sette degli uomini che la frequentano.

Questo determina per la maggior parte delle volte la denominazione.

Quindi se volessimo usare un altro metodo per definirle possiamo dire che sono le donne che amano i toy boy.

Alle cougar piace divertirsi innanzi tutto, sia nel sesso che in tutte le giornate normali.

Amano non avere dei problemi di troppa serietà nella vita, perché considerano che le persone con la loro età parlando di uomini non hanno la capacità di godersi la vita.

Cercano dei ragazzi per la loro spensieratezza e perché vogliono godersi la vita. Non per via della mondanità ma proprio la leggerezza come stile di vita.

Per questo i giovani le apprezzano, perché sono molte le ragazze invece che sono alla ricerca di ragazzi che si responsabilizzino e gli danno troppo carico, questo li porta spesso a scappare e rifugiarsi proprio da una cougar.

In riassunto sono donne con un’età media tra i 35 ed i 55 anni che cercano dei ragazzi più giovani, vengono definite panterone perché amano essere sempre molto attraenti, perché per mantenere l’attenzione dei loro toy boy devono sempre avere un corpo curato ed essere sia fisicamente che psicologicamente attraenti.

Puoi conoscere una cougar nei modi tradizionali oppure tramite i social.

Esistono però anche siti specializzati in incontri tra cougar e chi piace questo tipo di donne, un esempio è il sito incontri-mature.com

 

I vantaggi per chi frequenta una cougar

 

Avere una cougar è davvero un ottimo vantaggio per tutti gli uomini che hanno questa fortuna, soprattutto per quelli che sono visceralmente legati alla loro mamma, che dunque hanno bisogno di una donna che non gli faccia fare nulla in casa, che li lasci vivere la loro età anche senza doversi prendere delle responsabilità.

Molti amano proprio creare dei legami duraturi che si possono anche concludere con il matrimonio, perché per loro è la vera e propria apoteosi avere una donna cougar.

Inoltre le donne che hanno l”età dai 35 ai 55 sono per la maggiore indipendenti sia economicamente che anche dall’uomo, questo porta ad avere meno responsabilità di coppia e quindi a dare meno peso anche ai problemi.

Diciamo che le cougar sono anche molto più fedeli, se scelgono di stare con un uomo che le fa divertire e ridere sono anche molto legate al rapporto e di conseguenza alla persona.

Siamo certi che per tutti gli uomini sarebbe la situazione ideale, avere una donna indipendente che non crea problemi e che vuole godersi la vita.

Sono comunque donne che hanno vissuto delle esperienze sentimentali molto spesso che le hanno deluse ed appesantite, per questo sono più propense a prendersi meno sul serio e non fare sempre di tutto un dramma, vogliono divertirsi e divertire.

Non soffrire più è uno degli obbiettivi principali ed anche cercare una vita dove si possa solamente essere sereni e felici.

Divertirsi e non avere discussioni e tensioni nella propria vita sentimentale è sicuramente una possibilità con le cougar, oltre che panterone sono delle simpatiche e fedeli compagne, anche amanti del cucinare e di fare in modo che la casa sia sempre accogliente per la coppia.

Vernice epossidica: che cos’è?

vernice epossidica

Cos’è la vernice epossidica?

Qual’è la sua funzione?

Innanzitutto è bene dire che non si tratta di un prodotto specifico ma di una gamma, quindi di una categoria di vernici che possiedono come elemento abituale l’impiego di resine epossidiche.

 

La resina Epossidica

 

Ora avendo compreso che si tratta di una serie di prodotti alla cui base c’è una resina detta Epossidica.

La vernice risulta essere una miscela chimica che riesce a preservare attraverso l’applicazione della vernice stessa, l’oggetto trattato, andando a creare un film esterno molto sottile e altrettanto resistente, che riesce a preservare l’integrità dell’oggetto riparandolo dagli agenti chimici e fisici esterni che possono causargli danni.

La resina epossidica quando si trasforma in film protettivo, tende anche a migliorare l’aspetto dell’oggetto donando ad esso un’ estetica rinnovata che prevede:

• Maggiore lucentezza

• Maggiore levigatezza al tatto

• Una colorazione migliorata

 

La composizione chimica

 

Vista la sua funzione andiamo ad osservare più da vicino la composizione chimica che permette a questa sostanza di svolgere perfettamente lo scopo per il quale nasce.

La vernice epossidica può avere una consistenza di due tipologie separate:

• granulare

• liquida

Si compone delle seguenti sostanze:

• solvente che mantiene in stato di sospensione i diversi componenti della miscela liquida; l’evaporazione di questo solvente tende a provocare l’essiccazione della vernice, formando un substrato verniciato

• il pigmento che fornisce il colore al prodotto

• una forma di legante appunto la resina epossidica che polimerizza gli altri componenti presenti nella formulazione e va a rivestire la superficie del film esterno

• delle cariche che danno levigatezza all’area verniciata

• degli additivi chimici

 

Vernice epossidica, le sue caratteristiche esclusive

 

In virtù della sua composizione chimica, la vernice epossidica ha alcune caratteristiche che la rendono molto interessante dal punto di vista dei vari impieghi che se ne possono fare:

• resistenza nell’adesione al substrato

• resistenza all’acqua

• resistenza al deterioramento che il tempo causa

• resistenza all’aggressione degli agenti esterni

• validi risultati estetici quali: levigatezza e brillantezza

 

I limiti della vernice epossidica

 

I raggi ultravioletti condizionano la vernice epossidica, come ci sono dei pregi, ovviamente ci sono anche dei limiti che ha questo componente.

I raggi ultravioletti opacizzano le superfici che avete verniciato, rendendole piuttosto fragili.

Gli impieghi più diffusi della vernice epossidica

I diversi impieghi della vernice epossidica può farlo in tal senso:

• al fine di ricoprire i massetti di calcestruzzo

• al fine di impermeabilizzare le pareti

• quando si intende rivestire le piscine

• si impiega nel verniciare le barche e gli oggetti di metallo

 

Vernice epossidica: Formulazioni liquida e solida

 

La vernice epossidica si presenta in due formulazioni:

1. come vernice liquida che ha un numero epossidico inferiore a 300

2. come vernice solida che ha da numero epossidico superiore a 300

Il numero epossidico viene generalmente definito come equivalente epossidico e va ad indicare il peso molecolare che cambia con il grado di polimerizzazione del composto.

Come ti ammortizzo il software

ammortamento

Breve guida all’ammortamento del software e in generale dei beni immateriali.

Che comprendono i diritti di utilizzo di opere dell’ingegno, marchi ‘impresa e altro

 

Quote di ammortamento

 

Le quote di ammortamento del costo di acquisto dei beni immateriali sono deducibili nella misura specificamente prevista per i diversi beni.

In breve:

a) i costi sostenuti per l’acquisto dei diritti di utilizzazione di opere dell’ingegno, dei brevetti industriali, dei processi, formule e informazioni relative a esperienze acquisite in campo industriale, commerciale o scientifico sono deducibili in quote annuali non superiori a 1/3 del costo.

b) i costi sostenuti per i marchi d’impresa sono deducibili in quote annuali non superiori a 1/10;

c) il costo dei diritti di concessione (in genere amministrativa) e degli altri diritti iscritti nell’attivo del bilancio sono deducibili in misura corrispondente alla durata dell’utilizzazione prevista dal contratto o dalla legge;

d) le quote di ammortamento del valore di avviamento iscritto nell’attivo del bilancio sono deducibili in misura non superiore a 1/10 del valore stesso.

 

Tipi di utilizzo

 

Se il valore dell’avviamento iscritto in bilancio subisce delle rettifiche, le quote di ammortamento ammesse in deduzione devono essere pari a 1/10 del nuovo valore dell’avviamento diminuito delle quote già ammortizzate.

In particolare, nel caso del trattamento fiscale dell’acquisto di software strumentale, questo è diversamente valutato in relazione alla tipologia di diritti di utilizzo acquisita secondo il seguente schema:

1) rientrano nel novero dei beni immateriali ammortizzabili in quote pari a 1/3: – il software prodotto autonomamente dall’imprenditore che è assimilabile ai beni che costituiscono risultati di una ricerca (la deduzione è al netto degli oneri poliennali già dedotti); – il software prodotto da terzi in favore dell’imprenditore mediante contratto di sviluppo, posto che l’imprenditore può sfruttarlo commercialmente;

2) rientra nel novero dei diritti di utilizzo ammortizzabili in base alla durata prevista contrattualmente, il diritto di utilizzazione di software concesso in uso esclusivo all’imprenditore;

3) qualora la licenza di uso non sia esclusiva, è invece ammortizzabile il supporto acquistato (considerato nella sua materialità);

4) ove la fornitura del software avvenga insieme all’hardware nel quale è incorporato quale sistema operativo (ed anche quando si tratti di programmi applicativi forniti contestualmente), si ritiene che possa essere effettuato un unico ammortamento del bene materiale.

5) i costi di aggiornamento periodico del software in base a contratti di assistenza sono deducibili quali spese di esercizio, peraltro, qualora l’aggiornamento implichi la concessione d’uso di un nuovo prodotto si applica quanto previsto ai punti precedenti.